Vai al contenuto

Lingua monguor

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Lingua tu)
Monguor
moŋɡuer
Parlato inCina (bandiera) Cina
Parlato inQinghai, Gansu
Altre informazioni
ScritturaAlfabeto latino
Tassonomia
FilogenesiLingue mongoliche
 Lingue mongoliche meridionali
  Lingue shirongoliche
Codici di classificazione
ISO 639-3mjg (EN)
Linguist Listmjg (EN)
Glottologtuuu1240 (EN)

La lingua monguor (土族语S, TǔzúyǔP), conosciuta anche come mongour, mongor o tu, è una lingua appartenente alla famiglia delle lingue mongoliche, parlata principalmente dai Monguor, una minoranza etnica della Cina nord-occidentale. È diffusa soprattutto nelle province del Qinghai e del Gansu, nella regione nord-orientale dell'Altopiano del Tibet.

Il monguor appartiene al gruppo delle lingue mongoliche meridionali, generalmente classificate nel ramo shirongolico, e fa parte dell'area linguistica del Gansu-Qinghai, nota anche come area linguistica dell'Amdo. Secondo il censimento cinese del 2000, il numero dei parlanti era stimato in circa 152.000 persone, sebbene questa cifra comprenda varietà linguistiche che alcuni studiosi considerano lingue distinte.

Distribuzione e varietà

[modifica | modifica wikitesto]

Il monguor è parlato principalmente nelle contee autonome di Huzhu e Minhe, nel Qinghai, oltre che in alcune comunità delle regioni circostanti. Tradizionalmente vengono individuate due principali varietà: il mongghul, parlato soprattutto nella contea di Huzhu, e il mangghuer, diffuso nella contea di Minhe.

Sebbene siano spesso considerate dialetti di un'unica lingua, le due varietà presentano differenze fonologiche, lessicali e grammaticali sufficientemente marcate da indurre diversi linguisti a classificarle come lingue autonome. In particolare, Stefan Georg e Keith W. Slater hanno sottolineato la limitata intelligibilità reciproca tra il mongghul di Huzhu e il mangghuer di Minhe.[1][2]

Il monguor ha subito una profonda influenza delle lingue parlate dalle popolazioni vicine. Il mongghul presenta numerosi elementi derivati dal tibetano dell'Amdo, mentre il mangghuer è stato maggiormente influenzato dalle lingue sinitiche, in particolare dalle varietà regionali del cinese mandarino. Questi contatti hanno determinato importanti trasformazioni nella fonologia, nel lessico e nella struttura grammaticale delle diverse varietà.

Caratteristiche linguistiche

[modifica | modifica wikitesto]

Il monguor conserva numerosi tratti caratteristici delle lingue mongoliche, tra cui una struttura grammaticale prevalentemente agglutinante, nella quale le relazioni grammaticali vengono espresse attraverso l'aggiunta di suffissi alle radici lessicali. L'ordine fondamentale degli elementi della frase è generalmente soggetto-oggetto-verbo, sebbene siano presenti variazioni legate al contatto con altre lingue.

Il sistema vocalico descritto per il mangghuer comprende cinque fonemi fondamentali, /a/, /e/, /i/, /o/ e /u/, che possono presentare diverse realizzazioni fonetiche a seconda del contesto. Le vocali possono subire fenomeni di nasalizzazione in prossimità delle consonanti nasali e, in determinate condizioni, di desonorizzazione.

Il sistema consonantico comprende opposizioni tra occlusive sorde e aspirate, consonanti affricate, fricative, nasali e approssimanti. Sono presenti inoltre consonanti retroflesse, uvulari e alveolo-palatali, alcune delle quali riflettono l'influenza delle lingue tibetane e sinitiche circostanti.[2]

Dal punto di vista lessicale, il monguor conserva numerosi vocaboli di origine mongolica, pur presentando un consistente numero di prestiti provenienti dal tibetano e dal cinese. I numerali tradizionali del mongghul, ad esempio, mostrano una chiara corrispondenza con quelli del mongolo classico, mentre nel mangghuer di Minhe è diffuso l'impiego dei numerali cinesi.[3]

Sistemi di scrittura

[modifica | modifica wikitesto]

Storicamente il monguor è stato utilizzato soprattutto come lingua orale, mentre per la comunicazione scritta le comunità hanno fatto prevalentemente ricorso al cinese e, in determinati contesti religiosi, al tibetano.

Nel 1958 venne elaborato un sistema ortografico basato sull'alfabeto cirillico, che tuttavia non trovò applicazione pratica a causa delle condizioni politiche dell'epoca. Tra gli anni settanta e ottanta fu sviluppato un nuovo sistema di scrittura basato sull'alfabeto latino e ispirato al pinyin, destinato principalmente alla trascrizione del mongghul di Huzhu.

L'alfabeto latino monguor comprende 31 lettere e digrammi, tra cui zh, ch, sh, ng, gh e kh, utilizzati per rappresentare consonanti specifiche della lingua. Le vocali lunghe vengono generalmente indicate mediante il raddoppiamento della lettera corrispondente.

Nonostante questi tentativi di standardizzazione, il sistema ortografico latino ha conosciuto una diffusione limitata e il monguor continua a essere impiegato prevalentemente nella comunicazione orale.[1]

Conservazione

[modifica | modifica wikitesto]

Come altre lingue minoritarie della Cina nord-occidentale, il monguor è soggetto alla crescente influenza del cinese mandarino, ampiamente utilizzato nell'istruzione, nell'amministrazione e nella comunicazione pubblica. La trasmissione intergenerazionale delle diverse varietà presenta situazioni differenti a seconda delle comunità e del contesto sociolinguistico.

Il mangghuer di Minhe è classificato come lingua vulnerabile dall'Endangered Languages Project, mentre per il mongghul di Huzhu sono stati realizzati progetti di documentazione linguistica e di raccolta della tradizione orale, finalizzati alla conservazione del patrimonio linguistico e culturale dei Monguor.

  1. 1 2 Stefan Georg, Mongghul, in Juha Janhunen (a cura di), The Mongolic Languages, Routledge, 2003, pp. 286-306.
  2. 1 2 Keith W. Slater, A Grammar of Mangghuer: A Mongolic Language of China's Qinghai-Gansu Sprachbund, RoutledgeCurzon, 2003.
  3. ↑ Dpal-ldan-bkra-shis, Keith Slater et al., Language Materials of China's Monguor Minority: Huzhu Mongghul and Minhe Mangghuer (PDF), in Sino-Platonic Papers, n. 69, 1996.
  • Stefan Georg, Mongghul, in Juha Janhunen (a cura di), The Mongolic Languages, Routledge, 2003, pp. 286-306.
  • Keith W. Slater, A Grammar of Mangghuer: A Mongolic Language of China's Qinghai-Gansu Sprachbund, RoutledgeCurzon, 2003.
  • Jan-Olof Svantesson, Anna Tsendina, Anastasia Karlsson e Vivan Franzén, The Phonology of Mongolian, Oxford University Press, 2005.
  • Dpal-ldan-bkra-shis, Keith Slater et al., Language Materials of China's Monguor Minority: Huzhu Mongghul and Minhe Mangghuer (PDF), in Sino-Platonic Papers, n. 69, 1996.

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]