Monovolume

Il termine monovolume indica una tipologia di carrozzeria per autovetture caratterizzata da un'elevata spaziosità longitudinale e verticale dell'abitacolo con ampia capacità di carico nel vano bagagli e che può ospitare da quattro a otto passeggeri. Queste autovetture sono anche chiamate minivan. Le monovolume sono generalmente prodotte su architetture di telaio distinte, più raramente condividono pianali e componentistica con altri tipi di veicoli presenti nella stessa gamma del marchio a cui appartengono.
Sebbene le monovolume si siano diffuse tra gli anni 1930 e gli anni 1960, la loro carrozzeria è stata sviluppata in chiave moderna da diverse aziende in contemporanea all'inizio degli anni 1980, in particolare a partire dal 1983 con le giapponesi Mitsubishi Space Wagon, Nissan Prairie e Honda Civic Shuttle, cui sono seguite la francese Renault Espace e la statunitense Chrysler Voyager, entrambe nel 1984.
Il mercato delle monovolume ha intaccato e infine superato il mercato delle familiari, autovetture paragonabili per tipologia, crescendo in popolarità e in diversificazione a livello globale per tutti gli anni 1990. Dagli anni 2000, il loro successo si è diffuso in tutto il mondo. In Nord America i crossover SUV e i SUV sono stati in gran parte oscurati dalle monovolume, mentre in Asia le monovolume sono spesso commercializzate come autovetture di lusso. Le monovolume, insieme alle familiari, alle multispazio, ai crossover SUV e ai SUV appartengono alla categoria delle autovetture con grandi capacità di carico nel vano bagagli.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]
Prima dell'adozione di un termine identificativo vero e proprio è esistita una lunga storia di veicoli passeggeri a volume singolo che approssimavano grosso modo lo stile della moderna carrozzeria monovolume[2], con la Stout Scarab del 1936 che viene considerata come la prima carrozzeria monovolume della storia[3][4][5][6]. I sedili dei passeggeri nella Stout Scarab erano mobili e potevano essere configurati in modo tale che i essi potessero sedersi attorno a un tavolo nella parte posteriore dell'abitacolo. I passeggeri entravano e uscivano dalla Stout Scarab tramite una porta montata centralmente lungo una fiancata.
La prima monovolume ante litteram nella storia venne commissionata nel 1913 dal conte milanese Marco Ricotti che ne curò la progettazione, ispirandosi alla forma delle navicelle dei dirigibili. Costruita utilizzando un autotelaio ALFA 40-60 HP e denominata "Aerodinamica", la vettura è ora custodita all'interno del museo storico Alfa Romeo. È stata infatti prodotta dall'ALFA, ovvero dalla casa automobilistica che in seguito sarebbe diventata l'Alfa Romeo[1]. Grazie alla rivoluzionaria linea aerodinamica, questa vettura viene considerata da una parte degli addetti ai lavori sia come la prima concept car prodotta dall'Alfa Romeo sia come la prima monovolume della storia[7].
La DKW Schnellaster, prodotta dal 1949 al 1962, era dotata di trazione anteriore, motore trasversale, pianale piatto e sedili multiconfigurabili, tutte caratteristiche che sarebbero poi diventate tipiche delle monovolume[8]. Nel 1950, la Volkswagen Tipo 2 fu creata adattando una carrozzeria a forma di autobus al telaio di una piccola autovettura, il Volkswagen Maggiolino. Nel 1968 la Volkswagen introdusse una porta laterale scorrevole sulla Tipo 2. In questo modo essa presentava già le caratteristiche principali che in seguito avrebbero definito la monovolume: lunghezza compatta, tre file di sedili rivolti in avanti, portellone posteriore incernierato sul tetto della vettura con uno stile che si ritrova sulle familiari, e porta laterale scorrevole[9].
La Fiat 600 Multipla del 1956 aveva molte caratteristiche in comune con le moderne monovolume. La Multipla era basata sul telaio della Fiat 600, aveva un motore posteriore e possedeva una configurazione con cabina avanzata[10]. Sebbene le monovolume si siano diffuse tra gli anni 1930 e gli anni 1960, la loro carrozzeria è stata sviluppata in chiave moderna da diverse aziende in contemporanea solo all'inizio degli anni 1980, in particolare a partire dal 1983 con le giapponesi Mitsubishi Space Wagon, Nissan Prairie e Honda Civic Shuttle, cui è seguita la francese Renault Espace nel 1984.
In Nord America la Chrysler ha realizzato modelli di monovolume con i vari marchi automobilistici in suo possesso. Oltre alla monovolume Chrysler Voyager, lanciata sul mercato nel 1984, l'azienda vendeva anche una monovolume con marchio Dodge, la Dodge Caravan. Qualche anno dopo, si aggiunse un'altra monovolume, la Chrysler Town & Country. Il mercato delle monovolume ha intaccato e infine superato il mercato delle familiari, autovetture paragonabili per tipologia, crescendo in popolarità e in diversificazione a livello globale per tutti gli anni 1990. Dagli anni 2000, il loro successo si è diffuso in tutto il mondo. In Nord America i crossover SUV e i SUV sono stati in gran parte oscurati dalle monovolume, mentre in Asia le monovolume sono spesso commercializzate come autovetture di lusso.
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]



Il termine monovolume indica un tipologia di carrozzeria per autovetture caratterizzata da un'elevata spaziosità longitudinale e verticale dell'abitacolo con ampia capacità di carico nel vano bagagli e che può ospitare da quattro a otto passeggeri. Queste autovetture sono anche chiamate minivan. Le monovolume, insieme alle familiari, alle multispazio, ai crossover SUV e ai SUV appartengono alla categoria delle autovetture con grandi capacità di carico nel vano bagagli.
A differenza delle monovolume più grandi, la maggior parte delle piccole monovolume utilizza una configurazione con motore anteriore e trazione anteriore, mentre alcune linee di modelli offrono la trazione integrale come optional (ad esempio la Toyota Sienna[11], la Toyota Previa[12] e la Chrysler Pacifica[13]). Oltre ad adottare la forma introdotta dalle monovolume di piccole dimensioni a marchio Chrysler negli anni 1980, la loro configurazione consente una minore intrusione del motore dell'abitacolo nonché un pianale più basso. In linea con le monovolume di dimensioni maggiori, anche per le monovolume di medie e piccole dimensioni è stata comunemente utilizzata la costruzione a monoscocca (il design spaceframe delle monovolume Renault Espace e Chevrolet Lumina APV sono eccezioni).
Le monovolume sono generalmente prodotte su architetture di telaio distinte, più raramente condividono pianali e componentistica con altri tipi di veicoli presenti nella stessa gamma del marchio a cui appartengono. Le monovolume non hanno la stessa altezza da terra, la medesima capacità di traino oppure la stessa capacità da fuoristrada dei SUV[14], benché offrano più spazio per i passeggeri e per le merci rispetto alle berline e ai SUV[14].
Le monovolume utilizzano una carrozzeria a quattro porte e con una configurazione con i montanti A, B, C e D. L'abitacolo può essere dotato di due, tre o quattro file di sedili, con le configurazioni più comuni che sono 2+3+2 o 2+3+3. Rispetto ad altri tipi di autoveicoli per il trasporto passeggeri, la forma della carrozzeria delle monovolume è progettata per massimizzare lo spazio interno sia per i passeggeri sia per il carico. Ciò si ottiene allungando il passo, creando un pianale più piatto, un tetto più alto e un profilo laterale più verticale, ma non così prominente come le monovolume orientate al trasporto commerciale, che hanno invece un profilo più squadrato. La praticità e il comfort per i passeggeri sono inoltre migliorati con un'apertura del vano di carico posteriore più ampia e con finestrini più grandi[15].
Alcune monovolume possono utilizzare porte scorrevoli, mentre altre offrono porte convenzionali incernierate anteriormente. Tutte le monovolume Chrysler del 1996 introdussero una porta scorrevole sul lato guidatore che fu ideata sulla Nissan Prairie del 1982. Dal 2002, tutte le monovolume sono vendute con porte scorrevoli su entrambi i lati della carrozzeria e con un portellone posteriore. Poche monovolume utilizzano porte posteriori a pannello. Esempi di vetture con portellone posteriore a pannello sono le versioni cargo della Chevrolet Astro, della Ford Aerostar e della Mercedes-Benz Classe V.
La maggior parte delle monovolume ha interni riconfigurabili per trasportare passeggeri e bagagli. I primi modelli erano progettati con sedili posteriori rimovibili che si sganciavano dal pianale per facilitarne la rimozione e il trasporto similmente a quanto accade sui furgoni. Tuttavia, questa soluzione non riscosse successo tra i consumatori, poiché molti sedili risultavano pesanti e difficili da rimuovere. Nel 1995, la Honda Odyssey fu introdotta con una terza fila di sedili che si ripiegava a filo del pianale, soluzione poi adottata da molti concorrenti, tra cui Chrysler, che nel 2005 introdusse la seconda e la terza fila di sedili ripiegabili.
Le monovolume di fascia alta possono includere caratteristiche distintive come sedili singoli per la seconda fila in contrapposizione ai più comuni sedili a panca[16]. Diversi produttori realizzano monovolume di fascia molto alta posizionate come autovetture di lusso che sono commercializzate principalmente in alcuni mercati asiatici. Generalmente esse dispongono di tre file di sedili per sei, sette od otto posti. Tuttavia, i modelli di punta possono offrire anche un'opzione a due file di sedili con quattro posti, e in genere offrono ulteriori dotazioni, e quindi sono contraddistinti da prezzi più elevati.
Categorie di monovolume
[modifica | modifica wikitesto]

Le monovolume si sono affermate negli stessi segmenti delle altre tipologie di autovetture. In particolare, si possono distinguere quattro categorie di monovolume:
- Micro monovolume. Sono di lunghezza inferiore a 3,60 metri e appartengono al segmento A. Esempi degni di nota includono la Hyundai Atos, la Peugeot 1007 e l'Opel Agila.
- Monovolume di piccole dimensioni. Sono di lunghezza compresa tra 3,80 e 4,05 metri e appartengono al segmento B. Esempi degni di menzione sono la Citroën C3 Picasso, la Fiat Idea, la Renault Modus, l'Opel Meriva e la Nissan Note.
- Monovolume di medie dimensioni. Sono di lunghezza compresa tra 4,15 e 4,50 metri e appartengono al segmento C. Generalmente dispongono di cinque posti, sebbene alcuni modelli più lunghi possono avere due sedili aggiuntivi di piccole dimensioni. Esempi degni di nota includono la Citroën C4 Picasso, la Ford C-MAX, l'Opel Zafira, la Peugeot 5008, la Renault Scénic, la Toyota Verso, la SEAT Altea e la Kia Carens. Due esempi di modelli con due file di tre sedili sono la Fiat Multipla e la Honda FR-V.
- Monovolume di grandi dimensioni o di grandi dimensioni di lusso. Sono di lunghezza superiore a 4,60 metri e appartengono al segmento D, al segmento E oppure al segmento F. La configurazione standard prevede sette oppure otto posti, e l'equipaggiamento può essere di pregio oppure lussuoso. Esempi di monovolume di grandi dimensioni con equipaggiamento di pregio ma non di lusso sono la Citroën C8, la Chrysler Voyager, la Ford S-MAX, la Peugeot 807, la Renault Espace e la SEAT Alhambra. Esempi di monovolume di grandi dimensioni con equipaggiamento di lusso sono la Mercedes-Benz VLE, la Lexus LM, la Hongqi HQ9, la Volvo EM90, la Buick GL8, la Denza D9, Wey Gaoshan, la Li Mega, la Luxeed V9, la Maextro V800, la Voyah Dream, la Toyota Alphard, la Nissan Elgrand e la Zeekr 009[17][18]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Lorenzo Ardizio, Tutto Alfa Romeo, disegni di Michele Leonello, Milano, Giorgio Nada Editore, 2015, ISBN 9788879115933.
- ↑ (EN) Automotive History: One Box To Rule Them All – An Archeology Of The Minivan, su curbsideclassic.com. URL consultato il 21 novembre 2025.
- ↑ (EN) Phil Patton, A Visionary's Minivan Arrived Decades Too Soon, in The New York Times, 6 gennaio 2008. URL consultato il 6 settembre 2014.
- ↑ (EN) Kurt Ernst, Cars of Futures Past – Stout Scarab, su hemmings.com. URL consultato il 26 luglio 2022.
- ↑ (EN) Revisiting Classics: The Stout Scarab, su drivezing.com. URL consultato il 30 marzo 2019.
- ↑ (EN) The Stout Scarab is the World's First Minivan, and the First Car with a Mustache, su tflcar.com. URL consultato il 30 marzo 2019.
- ↑ Le Alfa Romeo mai nate, su alvolante.it. URL consultato il 23 settembre 2013.
- ↑ (EN) Paul Niedermeyer, The Mother Of All Modern Minivans: 1949 DKW Schnellaster, su thetruthaboutcars.com. URL consultato il 2 dicembre 2020.
- ↑ (EN) David Kindy, How the Volkswagen Bus Became a Symbol of Counterculture, in Smithsonian Magazine, 6 marzo 2020. URL consultato il 2 dicembre 2020.
- ↑ (EN) Nigel Mattews, Fiat invented minivan concept with the Multipla, su driving.ca. URL consultato il 2 dicembre 2020.
- ↑ (EN) 2025 Toyota Sienna Minivan 7-8 Seater Minivan, su toyota.ca. URL consultato il 22 novembre 2024.
- ↑ (EN) Toyota Previa Specs, Performance & Photos - 1992, 1993, 1994, 1995, 1996, 1997, 1998, su autoevolution.com. URL consultato il 22 novembre 2024.
- ↑ (EN) 2024 Chrysler Pacifica Minivan, su chrysler.ca. URL consultato il 22 novembre 2024.
- 1 2 (EN) Tara Trompete, SUV or Minivan: Which Should You Choose?, su kbb.com. URL consultato il 17 maggio 2024.
- ↑ (EN) What is an MPV?, su buyacar.co.uk. URL consultato il 3 marzo 2022.
- ↑ (EN) Josh Max, Five Minivans You Shouldn't Be Embarrassed [sic] To Drive, su forbes.com. URL consultato il 26 luglio 2022.
- ↑ (EN) Alex Misoyannis, 2024 Lexus LM price and specs: Luxury people-mover tops $220,000, su drive.com.au. URL consultato il 26 luglio 2022.
- ↑ (EN) Coming soon: the Volvo EM90, our first ever fully electric premium MPV, su media.volvocars.com. URL consultato il 26 luglio 2022.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikiquote contiene citazioni sulle monovolume
Wikizionario contiene il lemma di dizionario «monovolume»
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulle monovolume
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) minivan, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Monovolume, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Monovolume, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.