Operazione Danny
L'operazione Danny, nota anche come operazione Dani, fu un'offensiva delle Forze di difesa israeliane condotta nel luglio 1948, durante la guerra arabo-israeliana del 1948. L'operazione mirava a consolidare il collegamento tra Tel Aviv e Gerusalemme, attraverso la conquista di Lydda, Ramle e delle posizioni controllate dalle forze arabe lungo le vie di comunicazione verso Gerusalemme.[1]
L'offensiva portò alla conquista di Lydda, Ramle e di numerose località circostanti, ma non alla presa di Latrun. Durante l'operazione le forze israeliane espulsero decine di migliaia di palestinesi dalle due città.[2][1]
Contesto e obiettivi
[modifica | modifica wikitesto]L'operazione ebbe inizio nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1948, dopo la prima tregua della guerra arabo-israeliana. Il piano prevedeva una prima fase diretta contro Lydda, Ramle e l'aeroporto di Lydda, seguita da un'avanzata verso Latrun e Ramallah. Questi obiettivi erano considerati importanti dal comando israeliano per ridurre la pressione sulle comunicazioni con Gerusalemme.[1]
Il comando fu affidato a Yigal Allon. Il nome dell'operazione ricordava Dani Mass, comandante del Palmach caduto nel gennaio 1948 durante una missione di soccorso agli insediamenti di Gush Etzion.[3]
Svolgimento
[modifica | modifica wikitesto]La conquista di Lydda e Ramle
[modifica | modifica wikitesto]Nella prima fase le forze israeliane avanzarono da nord e da sud, conquistando villaggi e posizioni attorno alle due città. All'operazione parteciparono reparti delle brigate Yiftach, Harel, Kiryati e Alexandroni, oltre a unità corazzate.[2]
Lydda fu occupata l'11 luglio, mentre la resa di Ramle entrò in vigore il 12 luglio. Nella stessa giornata nuovi combattimenti scoppiarono a Lydda dopo l'ingresso di mezzi della Legione araba transgiordana; alla sparatoria parteciparono anche abitanti della città. La repressione israeliana provocò numerose vittime palestinesi.[1]
L'avanzata verso Latrun
[modifica | modifica wikitesto]Nella seconda fase le forze israeliane occuparono altre località e avanzarono verso il sistema stradale tra Latrun e Ramallah. I tentativi di conquistare Latrun, tuttavia, fallirono. L'ultima offensiva contro la posizione ebbe luogo in prossimità dell'entrata in vigore della seconda tregua, il 18 luglio.[2]
Espulsione della popolazione palestinese
[modifica | modifica wikitesto]Il 12 luglio il comando dell'operazione ordinò l'espulsione degli abitanti di Lydda verso est. Provvedimenti analoghi furono attuati a Ramle. Secondo la ricostruzione di Benny Morris, l'allontanamento della popolazione delle due città costituì la maggiore operazione di espulsione della guerra del 1948.[1]
Gli abitanti di Ramle furono trasferiti anche mediante autobus e autocarri, mentre gran parte di quelli di Lydda dovette procedere a piedi verso le linee della Legione araba. Le espulsioni contribuirono all'esodo palestinese del 1948, ricordato come Nakba.[1]
Esito
[modifica | modifica wikitesto]L'operazione ampliò il territorio controllato da Israele a est di Tel Aviv e assicurò il possesso di Lydda, Ramle e del loro aeroporto. Il programma iniziale rimase però incompleto, poiché Latrun non fu conquistata.[2]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 6 (EN) Benny Morris, Operation Dani and the Palestinian Exodus from Lydda and Ramle in 1948, in Middle East Journal, vol. 40, n. 1, 1986, pp. 82-109.
- 1 2 3 4 (EN) Operation Dani, su PalQuest – Interactive Encyclopedia of the Palestine Question. URL consultato il 21 ottobre 2026.
- ↑ (EN) Operation "Dani", su Palmach Museum. URL consultato il 21 ottobre 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Benny Morris, Operation Dani and the Palestinian Exodus from Lydda and Ramle in 1948, in Middle East Journal, vol. 40, n. 1, 1986, pp. 82-109.