Portopalo di Capo Passero
| Portopalo di Capo Passero comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Libero consorzio comunale | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Rachele Rocca (lista civica) dal 29-5-2023 |
| Data di istituzione | 8 marzo 1975 |
| Territorio | |
| Coordinate | 36°41′10″N 15°08′10″E |
| Altitudine | 20 m s.l.m. |
| Superficie | 15,09 km² |
| Abitanti | 3 906[1] (31-5-2026) |
| Densità | 258,85 ab./km² |
| Comuni confinanti | Pachino |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 96026 |
| Prefisso | 0931 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 089020 |
| Cod. catastale | M257 |
| Targa | SR |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media)[2] |
| Cl. climatica | zona B, 728 GG[3] |
| Nome abitanti | portopalesi |
| Patrono | san Gaetano Thiene |
| Giorno festivo | 7 agosto |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Portopalo di Capo Passero (Puortupalu in siciliano[4]) è un comune italiano di 3 906 abitanti[1] del libero consorzio comunale di Siracusa in Sicilia.
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]Territorio
[modifica | modifica wikitesto]Portopalo di Capo Passero è situato all'estremità meridionale della Sicilia, nel settore sud-orientale del Libero consorzio comunale di Siracusa, a circa 58 km dal capoluogo provinciale. Costituisce il comune più meridionale dell'isola siciliana; il suo territorio si trova inoltre a una latitudine inferiore rispetto a quella di Tunisi, pur non rappresentando il punto più meridionale del territorio italiano, primato spettante al comune di Lampedusa e Linosa.
Il territorio comunale comprende l'isola di Capo Passero, separata dalla terraferma da un breve tratto di mare, e l'isola delle Correnti, situata nel punto d'incontro tra il Mar Ionio e il Mare di Sicilia. Quest'ultima, durante particolari condizioni di bassa marea, può risultare temporaneamente collegata alla costa.
L'assetto costiero è caratterizzato da promontori rocciosi alternati a spiagge sabbiose e da numerose insenature naturali. Sull'isola di Capo Passero sorgono il Forte di Capo Passero e il faro che segnala l'estremità sud-orientale della Sicilia.
Nel territorio comunale è inoltre ubicata la stazione meteorologica di Cozzo Spadaro, istituita nel 1929 presso il locale faro della Marina Militare e riconosciuta dall'Organizzazione meteorologica mondiale. La stazione è gestita dal servizio meteorologico dell'Aeronautica Militare.
Clima
[modifica | modifica wikitesto]Il clima è di tipo mediterraneo, con estati calde e asciutte e inverni miti e relativamente piovosi. La vicinanza del mare contribuisce a mitigare le escursioni termiche annuali e favorisce una costante ventilazione, particolarmente intensa nei mesi estivi.
Geologia
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio comunale ricade nell'area dei Monti Iblei e presenta affioramenti vulcanici tra i più antichi della Sicilia. Nella zona sono presenti estese successioni di vulcaniti e antiche colate laviche riferibili alle prime fasi del vulcanismo ibleo, sviluppatosi nel Miocene superiore e nel Pliocene inferiore.
Secondo gli studi geologici, l'area di Capo Passero rappresenta uno dei settori più antichi dell'evoluzione vulcanica della Sicilia sud-orientale e costituisce una testimonianza delle prime manifestazioni eruttive che interessarono il plateau ibleo prima dello sviluppo dei grandi apparati vulcanici siciliani successivi.[5][6]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Dalle origini all'età moderna
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio dell'attuale Portopalo di Capo Passero risulta frequentato sin dall'antichità, come attestano i resti archeologici rinvenuti nell'area di Scalo Mandrie e nelle zone costiere circostanti. La posizione geografica, all'estremità meridionale della Sicilia e in prossimità delle principali rotte del Mediterraneo orientale, favorì fin dall'età greca e romana lo sviluppo di attività legate alla pesca e alla lavorazione del pesce.
L'area di Capo Passero assunse nel corso dei secoli una rilevante funzione strategica e commerciale, favorita dalla presenza di approdi naturali e dall'abbondanza di risorse ittiche, in particolare del tonno rosso. Lo sfruttamento sistematico di tali risorse contribuì alla formazione di un'economia marittima che avrebbe caratterizzato il territorio fino all'età contemporanea.
Fondazione del borgo
[modifica | modifica wikitesto]L'origine dell'attuale centro abitato è legata all'iniziativa di don Gaetano Deodato Moncada, appartenente all'omonima famiglia aristocratica siciliana. Già dal 1778 egli promosse un programma di valorizzazione dell'area e, nel 1792, fece costruire a proprie spese circa un centinaio di abitazioni nei pressi della tonnara locale, favorendo la nascita di un nucleo stabile di popolazione.[7]
Il primo insediamento, composto da circa 300 abitanti tra contadini, pastori e pescatori, venne indicato nel tempo con diverse denominazioni, tra cui Capo Pachino, Terra Nobile e successivamente Porto Palo.[8]
Dal feudalesimo all'età contemporanea
[modifica | modifica wikitesto]Fino all'abolizione della feudalità nel 1816, Portopalo costituì un villaggio dipendente da Noto. Successivamente passò sotto l'amministrazione di Pachino, della quale rimase frazione per oltre un secolo e mezzo.[7]
Nel corso del XIX e della prima metà del XX secolo il centro abitato conobbe una lenta crescita demografica ed economica, fondata principalmente sulla pesca, sull'agricoltura e sulle attività connesse alla tonnara. Nel censimento del 1936 la popolazione risultava pari a 1 710 abitanti.
Le condizioni di vita del borgo erano ancora caratterizzate da infrastrutture limitate. L'approvvigionamento idrico avveniva prevalentemente attraverso pozzi pubblici e privati, mentre gran parte della popolazione integrava il reddito agricolo con attività di pesca costiera e d'altura.[9]
Seconda guerra mondiale
[modifica | modifica wikitesto]Nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1943 il territorio di Portopalo di Capo Passero fu interessato dalle operazioni iniziali dello sbarco alleato in Sicilia (l'operazione Husky). Reparti britannici e canadesi raggiunsero le coste di Portopalo e della vicina Marzamemi, incontrando una limitata resistenza da parte delle postazioni difensive italiane presenti nell'area.[10]
L'occupazione del centro abitato avvenne rapidamente e senza danni rilevanti per la popolazione civile.
Autonomia comunale
[modifica | modifica wikitesto]Nel secondo dopoguerra si sviluppò un movimento volto all'ottenimento dell'autonomia amministrativa da Pachino. Tra i principali sostenitori dell'iniziativa vi fu il medico e politico Salvatore Gozzo.
L'autonomia comunale venne riconosciuta con la legge regionale siciliana n. 1 del 1º marzo 1975. L'8 marzo dello stesso anno Portopalo assunse ufficialmente lo status di comune autonomo con la denominazione di Portopalo di Capo Passero.[7][11]
Strage di Natale del 1996
[modifica | modifica wikitesto]Nella notte tra il 25 e il 26 dicembre 1996, nelle acque prospicienti Portopalo di Capo Passero, affondò l'imbarcazione F174, impiegata per il trasporto clandestino di migranti provenienti dal subcontinente indiano. Il naufragio causò la morte di 283 persone e rappresentò una delle più gravi tragedie migratorie del Mediterraneo nel secondo dopoguerra.
Simboli
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Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con Decreto del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga n. 1830 del 25 aprile 1988.[12][13]
- Stemma
Lo stemma è partito semitroncato: nel primo d'oro, al faro di rosso, costituito da due palchi e fondato su una campagna di azzurro; nel secondo d'argento, alla stella di azzurro, di otto raggi; il terzo di rosso, a tre spighe di grano d'oro, impugnate, legate di azzurro.
- Gonfalone
Il gonfalone è un drappo partito di rosso e d'azzurro.
- Bandiera
La bandiera è un drappo rettangolare partito di rosso e d'azzurro, caricato al centro dello stemma comunale.
Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]Architetture religiose
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- La chiesa di San Gaetano, principale luogo di culto cattolico del comune e sede dell'omonima parrocchia, venne costruita tra il 1927 e il 1931 su progetto dell'ingegnere Corrado Costa; il prospetto fu invece progettato da Giuseppe Giardina. Inaugurata l'8 novembre 1931, presenta una pianta a navata unica con abside semicircolare e una facciata caratterizzata da elementi architettonici in pietra locale. Nel 2012 un incendio danneggiò gravemente parte della copertura, l'area absidale e alcuni ambienti annessi; l'edificio fu successivamente restaurato e riaperto al culto nel 2014.[14][15]

- La chiesa della Madonna Greca Eleusa Madre della Misericordia, costruita tra il 2013 e il 2015[16] in sostituzione della chiesa di San Gaetano, resa inagibile da un incendio nel 2012, è stata progettata dallo studio Stancanelli Russo Associati con forme architettoniche contemporanee ispirate all'ambiente marino circostante.[17] L'edificio, a navata unica, sorge su un'altura prospiciente il mare e l'isola di Capo Passero; la sua realizzazione ha suscitato un dibattito riguardo all'impatto paesaggistico dell'opera.[18] Nel 2020 la Regione Siciliana ha stanziato 138 000 euro per il rifacimento della copertura danneggiata dal maltempo,[19][20] finanziamento successivamente revocato per il mancato avvio dei lavori.[21]
Architetture civili
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- Castello Tafuri, situato in via Tonnara. Costruito nel 1935 in posizione panoramica all'estremità meridionale della Sicilia, l'edificio è stato restaurato e convertito a struttura ricettiva.

- La Tonnara di Capo Passero è uno dei principali complessi produttivi legati alla pesca del tonno della Sicilia sud-orientale. Costruita nel XVII secolo, rimase in attività fino al 1969 e costituì per secoli una delle principali risorse economiche del territorio. Del complesso si conservano la loggia, la fornace, i magazzini e i resti dell'antica chiesa seicentesca.[22] All'interno di un ex magazzino è stato realizzato un museo multimediale dedicato alla storia della pesca del tonno e alla vita dei tonnarotti. Nel volume Vino al vino, Mario Soldati descrisse la tonnara come «uno dei luoghi più meravigliosi» da lui visitati.[23] Dal 2007 il complesso risulta chiuso al pubblico e versa in condizioni di degrado.[24][25]
Architetture militari
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- Forte di Capo Passero, situato sull'isola omonima. Fu realizzato nel XVII secolo durante la dominazione spagnola con funzioni di controllo del tratto costiero e delle rotte marittime che attraversano il Canale di Sicilia.

- Il faro di Capo Passero sorge sull'omonima isola, all'interno del Forte di Capo Passero. Attivato nel 1871, è gestito dalla Marina Militare e costituisce uno dei principali segnalamenti marittimi della Sicilia sud-orientale. La torre cilindrica in muratura, alta 11 metri e posta a 39 metri sul livello del mare, domina il tratto di mare compreso tra il Mar Ionio e il Mare di Sicilia, segnalando l'estremità meridionale della Sicilia orientale.[26]
Siti archeologici
[modifica | modifica wikitesto]- Presso la località Scalo Mandrie, lungo il litorale prospiciente l'isola di Capo Passero, si conservano i resti di un impianto per la lavorazione del pesce risalente all'età greca e romana. Il complesso comprende una serie di vasche destinate alla lavorazione del tonno e alla produzione del garum, individuate nel corso degli anni ottanta del XX secolo. L'impianto, attivo tra il V secolo a.C. e il V secolo, è considerato uno dei più rilevanti esempi di archeologia della pesca dell'area mediterranea. Al sito erano probabilmente collegati un insediamento abitativo, una necropoli[27] e una piccola catacomba cristiana scoperta negli anni cinquanta del XX secolo.
Aree naturali
[modifica | modifica wikitesto]Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[28]

Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Tradizioni e folclore
[modifica | modifica wikitesto]- La festa di sant'Antonio abate, celebrata il 17 gennaio, era tradizionalmente accompagnata dalla preparazione della cuccìa, pietanza a base di grano cotto, oggi in gran parte caduta in disuso. Alla ricorrenza era inoltre associata la preparazione domestica dei cosiddetti panuzzi di sant'Antonio, piccoli pani rotondi segnati da una croce, che venivano portati in chiesa per la benedizione e poi distribuiti ai fedeli.
- La festa di san Giuseppe, celebrata il 19 marzo, è caratterizzata dalla vampanigghia, un falò formato da una catasta di frasche accesa nelle ore serali o notturne, secondo una consuetudine attestata anche in altri centri della Sicilia sud-orientale.
- La festa patronale di san Gaetano, celebrata il 7 agosto, prevede la processione della statua del santo per le vie principali del paese, con il rientro in chiesa accompagnato da fuochi d'artificio. Nei giorni successivi si svolgono manifestazioni popolari e gare tradizionali, tra cui regate con imbarcazioni locali nello specchio d'acqua di Scalo Mandrie e la cosiddetta rottura dei pignatelli in via Vittorio Emanuele.
Ricerca scientifica
[modifica | modifica wikitesto]Le acque profonde al largo di Capo Passero ospitano uno dei principali siti europei per la ricerca astrofisica e delle particelle elementari. In quest'area è infatti localizzata una delle infrastrutture del progetto internazionale KM3NeT (Cubic Kilometre Neutrino Telescope), un osservatorio sottomarino destinato allo studio dei neutrini provenienti dallo spazio e alla ricerca di fenomeni astrofisici ad alta energia.
Il sito di Capo Passero è stato scelto per la notevole profondità dei fondali, che raggiungono circa 3 500 metri, e per le favorevoli caratteristiche ottiche delle acque del Mediterraneo orientale. L'infrastruttura è collegata alla costa siciliana mediante una rete di cavi sottomarini che trasmettono ai laboratori di terra i dati raccolti dai rivelatori installati sul fondale marino.
L'osservatorio costituisce l'evoluzione delle attività sperimentali sviluppate nell'ambito del progetto NEMO (NEutrino Mediterranean Observatory), promosso dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) per verificare la fattibilità di un telescopio per neutrini di scala chilometrica nel Mar Mediterraneo.
Il complesso scientifico di Capo Passero rappresenta uno dei maggiori centri di ricerca astroparticellare presenti nel bacino mediterraneo e contribuisce alle collaborazioni internazionali finalizzate allo studio dell'universo attraverso l'osservazione dei neutrini cosmici.
Cinema
[modifica | modifica wikitesto]Portopalo di Capo Passero è stato utilizzato come luogo di ripresa per diverse produzioni cinematografiche e documentarie. Nel 1955 vi furono girate alcune scene del film Agguato sul mare di Pino Mercanti. Successivamente il territorio comunale ha ospitato le riprese di Salvatore - Questa è la vita di Gian Paolo Cugno (2006), di Malavoglia di Pasquale Scimeca (2010) e del documentario Sicilia di sabbia di Massimiliano Perrotta (2011). Nel 2017 il comune è stato inoltre tra le ambientazioni del film per la televisione I fantasmi di Portopalo, diretto da Alessandro Angelini e ispirato al naufragio avvenuto nelle acque di Portopalo nel 1996.
Economia
[modifica | modifica wikitesto]L'economia è tradizionalmente legata alle attività marittime, in particolare alla pesca e ai servizi ad essa connessi. Il comune ospita un mercato ittico, realizzato a partire dal 1977 su progetto dell'architetto Vincenzo Palazzotto (1931-2005), che costituisce uno dei principali punti di riferimento per la commercializzazione del pescato proveniente dalla Sicilia sud-orientale.
Un ruolo significativo è svolto inoltre dal turismo balneare, favorito dalla presenza di un esteso litorale e di aree naturalistiche di interesse quali l'Isola di Capo Passero e l'Isola delle Correnti.
A partire dagli anni novanta si è sviluppata anche l'agricoltura specializzata in colture ortofrutticole intensive, in stretta connessione con il vicino territorio di Pachino. Tra le principali produzioni figura il pomodoro di Pachino, insignito del marchio IGP.
Tra le specialità gastronomiche locali è diffusa la cremolata, preparazione tradizionale affine alla granita, dalla quale si distingue per il minore contenuto d'acqua, la maggiore presenza di frutta e la particolare consistenza cremosa e granulosa.[29][30]
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]Sindaci (dal 22 novembre 1988)
[modifica | modifica wikitesto]| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 22 novembre 1988 | 13 giugno 1990 | Corrado Luciano | Democrazia Cristiana | Sindaco | [31] |
| 13 giugno 1990 | 2 luglio 1991 | Salvatore Nardone | Partito Socialista Italiano | Sindaco | [31] |
| 2 luglio 1991 | 21 settembre 1992 | Salvatore Carmelo Vaccaro | Partito Socialista Italiano | Sindaco | [31] |
| 25 settembre 1992 | 25 febbraio 1994 | Emanuele Cimino | Democrazia Cristiana | Sindaco | [31] |
| 25 febbraio 1994 | 15 maggio 1995 | Salvatore Nardone | Partito Socialista Italiano | Sindaco | [31] |
| 30 maggio 1995 | 14 giugno 1999 | Michele Angelo Figura | lista civica | Sindaco | [31] |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Fernando Cammisuli | lista civica | Sindaco | [31] |
| 16 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Fernando Cammisuli | lista civica | Sindaco | [31] |
| 8 giugno 2009 | 27 maggio 2014 | Michele Taccone | lista civica | Sindaco | [31] |
| 27 maggio 2014 | 17 marzo 2018 | Giuseppe Mirarchi | lista civica | Sindaco | [31] |
| 10 giugno 2018 | 29 maggio 2023 | Gaetano Montoneri | lista civica | Sindaco | [31] |
| 29 maggio 2023 | in carica | Rachele Rocca | lista civica | Sindaca | [31] |
Sport
[modifica | modifica wikitesto]La principale disciplina sportiva praticata nel comune è il calcio. A Portopalo di Capo Passero ha sede l'ASD Portopalo, società calcistica che ha preso parte a campionati dilettantistici regionali, raggiungendo la Prima Categoria.[32]
Fino agli anni novanta nel comune si disputava inoltre un campionato calcistico locale a carattere estivo, legato alla tradizione sportiva del paese.[33]
Nel calcio a 5 sono state attive le società Capo Passero e Or.Sa Domenico Savio, entrambe vincitrici del campionato di Serie D, rispettivamente nel 2000 e nel 2003.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ↑ Giovan Battista Pellegrini, Toponomastica italiana. 10.000 nomi di città, paesi, frazioni, regioni, contrade, monti spiegati nella loro origine e storia, Milano, Hoepli, 1990.
- ↑ I vulcani dei Monti Iblei: estinti, ma dal cuore ancora sismicamente attivo, su lagazzettasiracusana.it.
- ↑ Non solo Etna. Il "vulcanismo" ibleo, su scordia.info.
- 1 2 3 Cenni storici (archiviato dall'url originale il 26 agosto 2011).
- ↑ Salvo Sorbello, La pesca del tonno nel capolinea del sud. Le tonnare di Vendicari, Marzamemi e Portopalo di Capo Passero, ISBN 978-88-7428-093-3.
- ↑ Salvo Sorbello, La pesca del tonno nel capolinea del sud. Le tonnare di Vendicari, Marzamemi e Portopalo di Capo Passero, ISBN 978-88-7428-093-3.
- ↑ Nome in codice Operazione Husky, di Salvo Sorbello, La Sicilia, 10 luglio 2018.
- ↑ Cronologia Autonomia Comune di Portopalo di Capo Passero (SR), su youtube.com.
- ↑ Portopalo di Capo Passero, su Ufficio araldico - Fascicoli comunali, Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 16 giugno 2026.
- ↑ Decreto registrato alla Corte dei conti al registro n. 4, foglio 356 del 2 maggio 1988.
- ↑ Chiesa di San Gaetano <Portopalo di Capo Passero>, su Censimento delle Chiese Italiane - CEI. URL consultato il 16 giugno 2026.
- ↑ Portopalo di Capo Passero: incendio in una chiesa, intervengono i Vigili del Fuoco, su Siracusa News, 12 luglio 2012. URL consultato il 16 giugno 2026.
- ↑ Santa Maria Eleusa – Complesso Ecclesiastico, su Stancanelli - design & construction. URL consultato il 30 giugno 2024.
- ↑ Chiesa di Santa Maria Eleusa | Stancanelli Russo Associati, su Archilovers, 4 novembre 2018. URL consultato il 30 giugno 2024.
- ↑ Carmen Valisano, A Portopalo la chiesa delle polemiche Legambiente chiede l'accesso ai documenti, su Meridionews, 16 gennaio 2014. URL consultato il 30 giugno 2024.
- ↑ Portopalo. Dalla Regione 138 mila euro per la chiesa Madonna E. Madre della Misericordia, su siracusa2000.com, 26 dicembre 2020. URL consultato il 30 giugno 2024.
- ↑ redatct, Maltempo, foro sul tetto di una chiesa a Portopalo, su Nuovo Sud, 2 marzo 2015. URL consultato il 30 giugno 2024.
- ↑ Servizio II – Decreto di revoca del D.D.G. n. 3714 del 14/10/2021 di finanziamento di un cantiere di lavoro concesso in favore della Parrocchia San Gaetano di Portopalo di Capo Passero (SR), su Regione Siciliana, 14 novembre 2022. URL consultato il 30 giugno 2024.
- ↑ Tonnara di Capo Passero | I Luoghi del Cuore - FAI, su fondoambiente.it. URL consultato il 30 giugno 2024.
- ↑ Mario Soldati, Vino al vino, Bompiani, 2017, ISBN 978-8845293931.
- ↑ L'antica Tonnara di Portopalo abbandonata a se stessa, su nuovosud.it, 26 ottobre 2017.
- ↑ Capo Passero, a fondo con la sua tonnara, su corriere.it, 2009.
- ↑ Capo Passero - Faro n. 2922 E.F., su Marina Militare. URL consultato il 16 giugno 2026.
- ↑ Parco archeologico a Scalo Mandrie, su Pachino Globale - Blog di informazione partecipata. URL consultato il 30 giugno 2024.
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente - Serie storica, su esploradati.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ↑ Granite e cremolate, su donpeppinu.it. URL consultato il 2 agosto 2022 (archiviato dall'url originale il 18 agosto 2022).
- ↑ Cremolata, la cugina della granita siciliana, su siciliafan.it, 7 luglio 2021. URL consultato il 16 giugno 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 https://amministratori.interno.it/
- ↑ Il Portopalo riparte dalla terza categoria, su pachinonews.it, 24 settembre 2021. URL consultato il 16 giugno 2026.
- ↑ Al di sotto del parallelo di Tunisi, su ilnobilecalcio.it, 12 settembre 2021. URL consultato il 16 giugno 2026.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Portopalo di Capo Passero
Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Portopalo di Capo Passero
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Castello Tafuri, Portopalo, su forbidden-places.net.
- Sito ProLoco Portopalo, su prolocoportopalo.org. URL consultato il 14 settembre 2008 (archiviato dall'url originale il 20 settembre 2008).
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 2281151002103330280003 · GND (DE) 1143166477 |
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