Conservatorismo

Il conservatorismo è una tradizione del pensiero politico, filosofico e sociale, sviluppatasi nella sua forma moderna soprattutto a partire dalla fine del XVIII secolo e storicamente associata alla destra politica. Attribuisce particolare valore alla continuità storica, alla tradizione, alle istituzioni consolidate, all’ordine sociale e alla prudenza nell’introdurre radicali trasformazioni in ambito sociale e politico.[1][2]
Dal punto di vista filosofico, il conservatorismo comprende diverse correnti di pensiero, accomunate dalla volontà di preservare la continuità storica, la stabilità delle istituzioni e un approccio prudente ai cambiamenti politici e sociali.[1][3] Una parte rilevante del pensiero conservatore, a partire da Edmund Burke, manifesta inoltre diffidenza verso i progetti di trasformazione radicale della società fondati su principi astratti, privilegiando invece l’esperienza storica e l’evoluzione graduale delle istituzioni.[4]
Il conservatorismo non implica pertanto un rifiuto del cambiamento, che può essere ritenuto necessario alla conservazione stessa dell’ordine politico e sociale, ma tende a privilegiare riforme graduali rispetto a spaccature improvvise dell'ordine socio-politico in vigore in una determinata congiuntura temporale. Viene generalmente distinto dal reazionarismo, atteggiamento orientato verso un'opposizione aprioristica al cambiamento socio politico.[1][5]
Il rapporto del conservatorismo con il diritto naturale, i diritti individuali e il liberalismo varia tra le diverse correnti. Alcuni pensatori conservatori hanno fondato la propria concezione politica sull’esistenza di principi morali e giuridici anteriori allo Stato, mentre altri hanno attribuito maggiore importanza alle istituzioni, alle consuetudini e agli ordinamenti sviluppatisi storicamente.[1][6] Anche il rapporto con il liberalismo varia: alcune correnti conservatrici ne condividono la difesa delle libertà individuali e della proprietà privata, mentre altre ne criticano l’individualismo e attribuiscono maggiore importanza alla comunità, all’autorità o alla tradizione.[1]
Nella sua forma politica moderna, il conservatorismo si sviluppò tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, anche come risposta alle trasformazioni introdotte dalla Rivoluzione francese. Edmund Burke è generalmente considerato una delle principali figure di riferimento della tradizione conservatrice moderna, in particolare per la critica alle trasformazioni rivoluzionarie esposta nelle Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia del 1790. Nel corso del XIX e del XX secolo il conservatorismo assunse forme differenti nei diversi contesti nazionali, dando origine a tradizioni e correnti diverse tra loro.[5]
Storia e diffusione
[modifica | modifica wikitesto]Storicamente in polemica con gli aspetti radicali della rivoluzione francese, i conservatori moderni avversano i «progetti utopistici di società perfette, credono nello Stato di diritto e nel mercato, sono intransigenti in tema di legalità e ordine sociale e nutrono un particolare rispetto per famiglia, proprietà privata, tradizione »[7][8]. Per François-René de Chateaubriand, insigne letterato autore dell'opera Genio del Cristianesimo, a lungo appartenente al movimento ultrarealista e testimone attendibile dei mutamenti che hanno connotato la nascita dell’epoca moderna, il "conservatore" sostiene la religione, monarchia, libertà, la Carta e la gente rispettabile[9][10].
È conservatore colui che in una società in continuo cambiamento come la nostra ha dei solidi valori di ancoraggio, la possibilità di aggrapparsi orgogliosamente a quello che non muta[11]. Sul versante più reazionario, il conservatorismo si basò sulle idee di Joseph de Maistre e Louis de Bonald, con uomini politici come Klemens von Metternich.
Nel Regno Unito il conservatorismo ebbe maggiore successo. Non avendo subito una rivoluzione analoga a quella francese (anzi timoroso degli eccessi come il "Terrore") e la monarchia inglese aveva mantenuto il rispetto e la benevolenza del suo popolo. Il padre del conservatorismo inglese fu Edmund Burke, che ironicamente era un Whig (ovvero un liberale)[12].
Burke sosteneva un conservatorismo meno rigido di quello di Chateubriand e, essendo attivo prima di questi, può essere considerato un proto-conservatore, al punto che che sostenne la rivoluzione americana (che aveva quale causa principale le eccessive tassazioni) mentre disconobbe quella francese (che aveva come proposito il rovesciamento della monarchia). Fu proprio nel Regno Unito che, alla fine del XVIII secolo, si sviluppò in seno al Partito Tory un largo gruppo conservatore guidato da William Pitt il Giovane, opposto al succitato Partito Whig di matrice liberale[13][14].
I Tory, sospettosi verso il capitalismo (in quanto fortemente anglicani e legati all'aristocrazia terriera, ostile alla borghesia) e mercantilisti, finirono per accettare il sistema del laissez-faire ("lascia fare") mantenendo invece una linea protezionistica verso i commerci esteri. Nel 1836 i Tory si coalizzarono nel Partito Conservatore, che sebbene allora caratterizzato essenzialmente dai tratti più progressisti uninazionali, finì per definire chiaramente i principi conservatori, in linea generale con quelli teorizzati da Chataubriand.
Nel frattempo negli Stati Uniti d'America Alexander Hamilton aveva fondato il Partito Federalista. Questo, nonostante la denominazione, era favorevole alla centralizzazione dei poteri (ovvero dati al governo federale), all'industrializzazione e al monetarismo; era infine contrapposto al Partito Democratico-Repubblicano di Thomas Jefferson, che propugnava un liberalismo classico e un rigido fiscalismo, oltre a difendere il ruralismo e il federalismo. Nel 1833 i federalisti e i membri dissidenti del Partito Democratico di Andrew Jackson crearono il Partito Whig, in sintonia con i loro omologhi inglesi. Furono i democratici quindi a rappresentare i conservatori fino alla fine del secolo e, seppur con forti venature liberali (specie sul libero-scambio), il Partito Democratico si mantenne populista, segregazionista e rurale, decisamente presente negli Stati del Profondo Sud.
Negli albori del XX secolo vi fu un notevole ribaltamento nel sistema politico anglosassone, dove il conservatorismo era radicato. Negli Stati Uniti varie rotture nel Partito Repubblicano, erede dei Whig, avevano portato definitivamente l'ala progressista di questo a formare il Partito Progressista, guidato da Theodore Roosevelt, che confluì prevalentemente nel Partito Democratico.
I repubblicani di William Howard Taft si diedero un profilo alquanto conservatore, mentre i democratici di Woodrow Wilson trasformarono le idee populiste in un'ideologia progressista tuttora chiamata liberalismo moderno ("modern liberalism", simile alla socialdemocrazia europea). Nel Regno Unito invece il Partito Liberale stava perdendo terreno per il Partito Laburista di idee socialiste e questo aveva portato a un aumento dei voti conservatori, che avevano rafforzato il loro liberalismo economico.

Nella Francia del dopoguerra si verificò la nascita di un conservatorismo populista e statalista: il gollismo, così definito poiché basato sulla figura di Charles de Gaulle. A differenza dei conservatori anglosassoni, De Gaulle era nettamente nazionalista e tecnocratico; era conservatore solo sui temi sociali, in quanto in economia (come numerosi Paesi europei dell'epoca, guidati da partiti cattolici) fu sostanzialmente dirigista.
Inizialmente marginale come Raggruppamento del Popolo Francese, nella metà degli anni cinquanta il movimento gollista ebbe un'impennata, dovuta alla sfiducia verso i partiti politici cattolico (MRP), socialista (SFIO) e liberale (CNIP) che si alternavano costantemente alla guida del Paese. Nel 1958 De Gaulle venne eletto premier con l'Unione per la Nuova Repubblica e pose le basi per l'affermazione di un sistema stabile di tipo semipresidenziale.
Nel 2002 vari gruppi cristiano-democratici, della destra, gollisti puri e liberali si sono fusi nell'Unione per un Movimento Popolare (UMP), a lungo operante salvo essere disciolta a causa degli insuccessi elettorali nel 2015 per formare I Repubblicani, inizialmente guidati da Nicolas Sarkozy. Molti conservatori francesi finirono per confluire nei movimenti di destra come il Raggruppamento Nazionale.
In Italia i conservatori, a parte la parentesi qualunquista (il Fronte dell'Uomo Qualunque era di matrice liberista e rigorosamente anticomunista, socialmente conservatrice)[15], si coagularono nel Partito Nazionale Monarchico (1946-1959) e dal 1959 al 1972 nel Partito Democratico Italiano di Unità Monarchica, diretti da Alfredo Covelli, confluito nel Movimento Sociale Italiano; nel Partito Liberale Italiano e nelle correnti di destra della Democrazia Cristiana. Nel corso degli anni vennero lanciati alcuni movimenti auto-dichiarati conservatori, quali il Patto Segni, Alleanza Nazionale, Futuro e Libertà per l'Italia di Gianfranco Fini, staccatosi dal Popolo della Libertà (PdL), la breve esperienza dei Conservatori e Riformisti di Raffaele Fitto, provenienti da Forza Italia mediante una scissione, nonché l'attuale partito Fratelli d'Italia[16].
Ideologia
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Il termine "conservatorismo" fu coniato da François-René de Chateaubriand nel 1818[10] durante la Restaurazione (1814–1830), per definire coloro che sostenevano la religione, la monarchia, la libertà, la Carta e la gente rispettabile ("Les honnêtes gens").
Il conservatore cercava quindi di conciliare l'ordine preesistente (come la monarchia e, in un certo senso, anche l'aristocrazia) con le conquiste ottenute dalla rivoluzione francese (ad esempio diritto di voto e diritti dell'uomo), mantenendo un equilibrio che rischiava di essere minacciato dai reazionari (volti a restaurare il vecchio ordine) e dai rivoluzionari (che pretendevano di migliorare le condizioni del popolo con mezzi radicali e violenti).
Nel corso degli anni il conservatorismo si diffuse essenzialmente nell'Impero britannico (che aveva una monarchia costituzionale e significative libertà) e negli Stati Uniti d'America, perdendo invece terreno nel vecchio continente, dove esistevano chiuse oligarchie e povere masse, con in mezzo la borghesia.
Fino alla fine del XIX secolo i conservatori erano chiusi sui temi sociali e favorevoli al libero mercato (in italiano "liberismo"), a dispetto dei liberali che erano progressisti sui temi sociali e protezionisti. Ironicamente, Edmund Burke, uno dei padri della suddetta dottrina, era un Whig britannico, ovverosia un liberale. Tuttavia agli albori del XX secolo i conservatori allentarono la loro chiusura sui temi sociali, favorendo anche un maggior protezionismo.
Questi nuovi orientamenti erano dovuti principalmente al complesso cambiamento geopolitico europeo, che vedeva nuove potenze come l'Impero tedesco e la politicamente debole Terza Repubblica francese, nonché alla crisi economica del periodo, che causò la fine del bimetallismo, oramai obsoleto, in favore del sistema aureo.
Dalla metà del XX secolo i conservatori si sono caratterizzati definitivamente per la loro netta opposizione ad aborto, matrimoni omosessuali, eutanasia, ius soli e droghe, nonché per il supporto al libero mercato, ai tagli fiscali e alla fiducia nella proprietà privata.[18] Non mancano tuttavia delle eccezioni, come alcuni conservatori progressisti su temi sociali e ambientali (i conservatori liberali o "compassionevoli") sebbene mantengano una fermezza sui temi economici in generale. In definitiva ciò che caratterizza il conservatorismo è la fiducia nell'individuo con la sfiducia nella collettività di per sé, diversamente dai progressisti che invertono i termini[senza fonte].
I caratteri tipici odierni (famiglia, patriottismo, paternalismo, libero mercato, legalità, sicurezza, meritocrazia, tradizione) sono comunque comuni a quei soggetti che si ispirano a questo filone culturale, senza tener conto di quelle varianti che hanno avuto modo di contaminarsi con il liberalismo, con il nazionalismo e con il cristianesimo democratico.

Punti ideologici
[modifica | modifica wikitesto]I tratti maggiormente comuni del conservatorismo si possono riassumere in:
- la dottrina fiscale è uno dei fattori principali che marcano la differenza tra conservatori e progressisti. Si impone di ridurre la spesa pubblica, al fine di conseguire il pareggio di bilancio. Cerca di porre freno agli interventi statali in economia, favorendo invece privatizzazioni e deregolazioni. L'obiettivo di questa tattica economica è ridurre le tassazioni (o abolirne alcune, come la tanto avversata imposta sul reddito) e programmi ed enti ritenuti inutili, in modo da ridurre il debito pubblico e favorire investimenti nel Paese o area di appartenenza;
- la dottrina sociale pone l'accento soprattutto sui temi sociali, opponendosi a matrimoni omosessuali, eutanasia, aborto, ius soli, obbligo vaccinale e antiproibizionismo. Supporta anche un inasprimento delle pene contro la criminalità, ovvero la "Tolleranza zero". Questa branca del conservatorismo cerca di coniugare i temi classici del conservatorismo con lo politiche sociali;
- la dottrina tradizionalista (comunemente noto Toryismo nei paesi anglofoni) sottolinea il rispetto e la necessità del giusnaturalismo e di una morale comune, ponendo la massima fiducia nella tradizione locale, della vita rurale, nell'organicismo, nel rispetto della gerarchia e nel valore della fedeltà, sottolineando la decadenza portata dall'Illuminismo e dalle rivoluzioni, nonché dal progresso, che ha causato un crollo dei valori morali e sociali[19]. Il tradizionalismo è ciò che porta ad accomunare i conservatori con i reazionari e il tradizionalismo integrale.
Sottogruppi
[modifica | modifica wikitesto]I vari sottogruppi riconducibili all'ideologia conservatrice possono essere presenti in forma minoritaria o maggioritaria all'interno dei partiti di riferimento. Tra di essi vi sono:
- il conservatorismo liberale è una variante del conservatorismo che si colloca generalmente al centro, incorporando posizioni liberali, talvolta liberiste pure in campo economico, talvolta con aperture su alcuni diritti civili; per tale ragione trova spazio non necessariamente solo nei partiti del centro-destra. Suoi capisaldi sono la proprietà privata, la libertà personale in campo economico, senza significative interferenze del governo, la difesa del ruolo della famiglia, della democrazia e del pluralismo. Esponenti di questa corrente furono Edmund Burke, Alexis de Tocqueville, William Pitt il Giovane;
- il conservatorismo libertario è invece tipicamente presente negli Stati Uniti e nel Regno Unito e mantiene posizioni libertarie in economia, come il conservatorismo fiscale e conservatrici sui temi etici. Non mancano conservatori libertari che, anche se minoritari, supportano il matrimonio omosessuale, posizioni abortiste o anche la legalizzazione delle droghe, in quanto la proibizione di questi negherebbe delle libertà, principio caro ai libertari in generale. Negli Stati Uniti il conservatorismo libertario è conosciuto anche come "fusionismo";
- il conservatorismo nazionale è una branca del movimento conservatore che coniuga il nazionalismo con il conservatorismo sociale. Rispetto al consueto pragmatismo di altri conservatori, si caratterizza per la tutela della cultura nazionale e della "famiglia tradizionale", e osteggia l'immigrazione e la globalizzazione, con elementi tratti dalle diverse correnti. In termini di politica economica sostiene in genere posizioni innanzitutto legate all'economia sociale di mercato (a volte di destra sociale), ma possono anche condividere politiche stataliste, appoggiando non di rado idee keynesiane, anche se in certi casi si possono trovare collegamenti al nazionalismo liberale. In Europa sostiene posizioni di euroscetticismo. Sono riconducibili a questa corrente, tra gli altri, think tank come la Edmund Burke Foundation nonché movimenti politici come l'internazionale National Conservatism, l'Unione Democratica di Centro svizzera, il Likud israeliano o anche Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni.[20]
- il conservatorismo tradizionalista sottolinea la necessità filosofica, etica e pratica dei principi della legge naturale e dell'ordine morale trascendente, della tradizione, dell'unità organica e gerarchica, della vita rurale, del classicismo e della cultura elevata e della fedeltà. Tra gli esponenti: Edmund Burke (in parte), Joseph de Maistre (in parte), Nicolas Gomez Davila, François-René de Chateaubriand, Roger Scruton. Negli Stati Uniti è talvolta accostato al "paleoconservatorismo". Rappresenta la "destra" del movimento conservatore, assieme al conservatorismo sociale, ma spesso molti suoi valori sono diffusi in tutta l'area conservatrice;
- il conservatorismo uninazionale è una caratteristica tipicamente britannica. Termine coniato dal primo ministro Benjamin Disraeli, l'uninazionalismo (ribattezzato anche "Tory Democracy", ovvero democrazia Tory) ha una linea d'azione pragmatica e paternalistica, in quanto ritiene che per prevenire una rivoluzione le classi agiate debbano mostrare solidarietà con le masse operaie e popolari. Sui temi economici è contemporaneamente favorevole al libero mercato interno e crede che per preservare gli imprenditori nazionali si debba applicare un rigido protezionismo sulle merci estere. È affine al liberalismo nazionale e simile nelle istanze al conservatorismo sociale. Gli uninazionalisti inglesi sono progressivamente diminuiti nel Partito Conservatore fino a diventare minoranza a partire dagli anni settanta, quando Margaret Thatcher lanciò un programma liberista e interventista. Ha avuto una ripresa con David Cameron, Rishi Sunak e Boris Johnson. Il Partito Laburista sotto la guida di Ed Miliband ha a sua volta lanciato il "One National Labour" ("Laburismo Uninazionale");
- il teoconservatorismo (o semplicemente teocon, da "Teo", Dio; e "Con", ovvero conservatore) è una branca religiosa nel conservatorismo, affine al clericalismo e al neoguelfismo. Rigidamente conservatore per quanto riguarda i temi sociali, anche in riferimento ai diritti degli omosessuali, tale movimento è ben rappresentato negli Stati Uniti, dove viene riconosciuto per il fondamentalismo cristiano e il supporto ad azioni teocratiche, che ritengono necessarie per la difesa della civiltà occidentale. In Italia è grossolanamente noto per indicare le posizioni di pensatori quali Augusto Del Noce, Marcello Pera, Gaetano Quagliariello, Magdi Allam e Alfredo Mantovano;
- il neoconservatorismo è una peculiarità statunitense con dei tratti simili al liberalismo conservatore. Nato alla fine degli anni ottanta dal XX secolo, inequivocabilmente occidentalista, il movimento "neocon" predilige sicuramente il modello neoliberista e supporta l'interventismo, credendo giusto il principio di "esportare la democrazia in tutto il mondo", mentre si oppone all'internazionalismo e all'isolazionismo. Rispetto ai normali conservatori non si oppongono particolarmente all'intervento statale, chiedendone solo una limitazione alla spesa sociale. I capisaldi del neoconservatorismo sono state le amministrazioni Reagan, Bush Sr. e Bush jr., in particolare persone come Dick Cheney, Daniel Pipes, Paul Wolfowitz; in Italia rappresentato da think tank come la Fondazione Magna Carta e da intellettuali come Giuliano Ferrara, Oriana Fallaci, Marcello Pera e Gaetano Quagliariello;
- Il conservatorismo secolare (o conservatorismo laico) è una corrente del pensiero politico conservatore che difende i valori tradizionali, l'ordine sociale e l'identità culturale senza fondarli sulla fede religiosa o su dottrine teologiche. A differenza del conservatorismo religioso, che vede la morale e le istituzioni come emanazione di leggi divine, giustifica la conservazione attraverso la ragione, la storia, l'utilitarismo e il pragmatismo politico, secondo argomenti derivanti dall'illuminismo moderato (Montesquieu e Hume) o da pensatori come Machiavelli, Hobbes, Comte o Hegel, ma utilizzati anche da conservatori tradizionalisti come Edmund Burke[21] e Roger Scruton.[22] Esempio di conservatorismo secolare sono la corrente di ateismo cristiano (Giuliano Ferrara, Jordan Peterson, Douglas Murray, Leo Strauss) o politici come Henry Kissinger;
- il conservatorismo verde (detto anche eco-conservatorismo) rappresenta la variante ambientalista del pensiero conservatore, diffusa ad esempio dal tradizionalista Roger Scruton. È affine al conservatorismo nazionale.
- il conservatorismo fiscale mira a ridurre la spesa pubblica inefficiente al fine di conseguire il pareggio di bilancio. Come i conservatori libertari e i liberali, questa corrente risente l'influenza di Milton Friedman (neoliberalismo) e del miniarchismo di Friedrich von Hayek e Ludwig von Mises (ad es. thatcherismo, Ronald Reagan). A volte ha convergenze strette con il libertarismo di destra (o populismo libertario) e il conservatorismo libertario, fino all'anarcocapitalismo (Javier Milei, Partito Libertario statunitense);
- Il conservatorismo sociale è la "destra" del movimento conservatore, assieme al tradizionalismo. Questa filosofia tutela i principi conservatori tipici della destra coniugandoli ad approcci basati su paternalismo e solidarismo; per tale ragione trova spazio non necessariamente solo nei partiti del centro-destra. Basa i propri principi appoggiandosi sui valori della tradizione sociale, religiosa, etica e morale della propria nazione, allo scopo di preservare la struttura gerarchica tradizionale della società, limitando la mobilità sociale e opponendosi strenuamente a matrimoni omosessuali, aborto, eutanasia e antiproibizionismo. I conservatori sociali sono affini ai cristiano-democratici.
- Il conservatorismo progressista è la "sinistra" del movimento conservatore. Questa variante dell'ideologia conservatrice unisce un marcato progressismo sui temi sociali con una teoria economica basata (non sempre) su un'economia sociale di mercato. Fra gli esponenti noti di questa corrente troviamo David Cameron e Angela Merkel, in passato anche Winston Churchill, Leo von Caprivi e Benjamin Disraeli
- Il conservatorismo di sinistra coniuga la sinistra socialista e\o marxista con il conservatorismo sociale e il nazionalismo di sinistra (es. nazionalbolscevismo). Questa ideologia utilizza una narrazione trasversale per attrarre voti da individui di destra e sinistra per mezzo del connubio "sinistra delusa dalla sinistra moderna" ed enfatizza l'impegno per i diritti sociali, la giustizia sociale e l'autodeterminazione dei popoli, a volte combinandosi con la vecchia sinistra e il marxismo-leninismo. Spesso è esclusa dai conservatori classici poiché ritenuta un'ideologia populista, pseudo-comunista o simil-fascista. Un partito conservatore di sinistra è Russia Giusta (ma anche il Partito Comunista della Federazione Russa), in Europa i tedeschi del BSW;
- Il conservatorismo autoritario è affine al reazionarismo, all'autoritarismo, al populismo di destra e all'idea di democrazia illiberale (convergendo a volte col fascismo: franchismo, pinochetismo e fascismo clericale); rappresenta l'estrema destra del conservatorismo. Sono riconducibili a questa corrente gli esponenti del partito polacco Diritto e Giustizia, Russia Unita (Vladimir Putin) e gli ungheresi di Fidesz[23], storicamente Otto von Bismarck.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 Andy Hamilton, Conservatism, Fall 2025, Metaphysics Research Lab, Stanford University, 2025. URL consultato il 9 agosto 2026.
- ↑ Conservatorismo - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 9 agosto 2026.
- ↑ (EN) James Alexander, A Dialectical Definition of Conservatism, in Philosophy, vol. 91, n. 2, 2016-04, pp. 215–232, DOI:10.1017/S0031819115000546. URL consultato il 9 agosto 2026.
- ↑ (EN) Jerry Z. Muller, Conservatism: The Utility of History and the Case against Rationalist Radicalism, Cambridge University Press, 29 agosto 2019, pp. 232–254, DOI:10.1017/9781316160855.011, ISBN 978-1-316-16085-5. URL consultato il 9 agosto 2026.
- 1 2 Jerry Z. Muller, Conservatism: The Utility of History and the Case against Rationalist Radicalism, collana The Cambridge History of Modern European Thought, vol. 1, Cambridge University Press, 2019, pp. 232–254, ISBN 978-1-107-09775-9. URL consultato il 9 agosto 2026.
- ↑ John Finnis, Natural Law Theories, Summer 2025, Metaphysics Research Lab, Stanford University, 2025. URL consultato il 9 agosto 2026.
- ↑ Conservatorismo, in Dizionario di storia, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
- ↑ Conservatorismo, su hls-dhs-dss.ch.
- ↑ Le Conservateur: le roi, la charte et les honnêtes gens, vol. 1, Le Normant, 1818, p. 348.
- 1 2 Jerry Z. Muller, Conservatism: An Anthology of Social and Political Thought from David Hume to the Present, 1997.
- ↑ Sunday Morning! Revisiting François-René de Chateaubriand, su ordinary-times.com.
- ↑ Intellectual roots of conservatism, su britannica.com.
- ↑ Reading Edmund Burke Shows That Conservatism Is All About Defending Traditional Hierarchies, su jacobin.com, 14 febbraio 2021.
- ↑ “La filosofia morale di Edmund Burke” di Giacomo Maria Arrigo, su pandorarivista.it, 27 dicembre 2023.
- ↑ Antonino Sala, CONSERVATORI DEL FUTURO, in L'Opinione delle libertà, 8 novembre 2023.
- ↑ Francesco Giubilei, Dall'ecologia all'Europa, così la Meloni abbraccia il "conservatorismo", in il Giornale, 29 aprile 2022.
- ↑ Richard Newbury, Come si fa a essere conservatori, in Il Foglio, 21 dicembre 2014. URL consultato il 25 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 26 settembre 2015).
- ↑ Conservatorismo, Treccani
- ↑ Chi è conservatore? Il conservatorismo nella storia d’Italia, su alleanzacattolica.org, 26 luglio 2023.
- ↑ Elena Barlozzari, Da Giovanni Paolo II a Reagan: ecco i nuovi riferimenti di FdI, in il Giornale, 3 febbraio 2020.
- ↑ Sebbene religioso e oppositore del "calcolo utilitario", Burke non crede al diritto divino dei re e difende i "pregiudizi" storici (intesi come giudizi pre-razionali ereditati dal passato che racchiudono la saggezza accumulata da intere generazioni) e le tradizioni proprio in virtù della loro utilità pratica nei confronti della società. Sotto il profilo puramente pragmatico, affidarsi alle abitudini e alle istituzioni consolidate è infinitamente più utile e sicuro secondo Burke che ricostruire la società da zero basandosi su astratte teorie razionaliste. (fonte qui)
- ↑ R. Scruton, Gentle Regrets, pp. 39-43
- ↑ Orbán inspires GOP authoritarians, but they can't copy him, su niskanencenter.org, 2 novembre 2022.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Borgognone, Giovanni, La destra americana. Dall'isolazionismo ai neocons, Roma-Bari, 2004
- Burke, Edmund, Riflessioni sulla Rivoluzione Francese, Roma, 1984
- Goldwater, Barry, The Conscience of a Conservative, New York, 1960
- Kirk, Russell, The Conservative Mind. From Burke to Eliot, Chicago, 1953
- Micklethwait, John e Wooldridge, Adrian, The Right Nation. Conservative Power in America, New York, 2004
- Schneider, Gregory, Conservatism in America since 1930, New York-Londra, 2003
- Veneziani, Marcello, La cultura della destra, Roma-Bari, 2002
- Scruton, Roger, Manifesto dei conservatori, 2007
- Nolte, Ernst, La rivoluzione conservatrice, (a cura di Luigi Iannone), Rubbettino, Soveria Mannelli 2009
- Mongardini, Carlo, e Maniscalco, Maria Luisa (a cura di), Il pensiero conservatore: interpretazioni, giustificazioni e critiche, Franco Angeli, Milano 2007
- Rémond, René, La destra in Francia. Dalla restaurazione alla V repubblica (1815-1968), Mursia, Milano 1970
Voci correlate
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Wikiquote contiene citazioni sul conservatorismo
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sul conservatorismo
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- conservatorismo, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- conservatorismo, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
- partiti conservatori, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
- (IT, DE, FR) Conservatorismo, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
- (EN) Terence Ball, Kenneth Minogue, Peter Viereck e Richard Dagger, conservatism, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN, FR) Conservatorismo, su Enciclopedia canadese.
- (EN) Alexander Moseley, Political Philosophy: Methodology / Political Schools of Thought / b. Conservatism, su Internet Encyclopedia of Philosophy.
- (EN) Hamilton, Andy, Conservatism, su Stanford Encyclopedia of Philosophy, 1º agosto 2015.
| Controllo di autorità | Thesaurus BNCF 5260 · LCCN (EN) sh85031272 · GND (DE) 4032187-3 · BNF (FR) cb119389702 (data) · J9U (EN, HE) 987007555405805171 |
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